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La ghiacciaia dei Carcereri era ormai in grave degrado e rischiava di andare completamente distrutta, come è successo a tante costruzioni storiche e architettoniche del nostro territorio. (alcune ghiacciaie appunto, e baiti; "monumenti" di cui oramai solo i nonni e le vecchie cartoline mantengono un nostalgico ricordo).
Sparirà fatalmente anche quel ricordo e nessuno avrà testimonianza di come fu la Lessinia quando era abitata da una popolazione omogenea che viveva sul suo territorio con una economia quasi autarchica.
La nostalgia non ci impedisce di riconoscere che quella economia era condita di tanta povertà e la fame era pietanza quotidiana.
Le cose cambiano, e non sempre in peggio, tuttavia non siamo autorizzati a dimenticare, perché dimenticare il nostro passato significa perdere una parte di noi.
Negli anni ‘80, l'Amministrazione comunale di Cerro Veronese ha acquistato la ghiacciaia e con un adeguato restauro ha sottratto all'oblio e alla distruzione questo documento della società paleotecnica e, nel contempo, ha pensato di valorizzare questa espressione specifica della cultura montanara affidandone la conservazione alla tutela pubblica.
L'Amministrazione ha restaurato il complesso costituito da tre elementi fondamentali: la pozza ovale, il grande deposito del ghiaccio naturale e il suggestivo portico di pietra con tetto in "laste" ad un solo spiovente.
Il risultato del restauro è un manufatto rispettoso delle forme originarie che garantitisce una corretta lettura del sistema produttivo, ricreando, per quanto possibile l’atmosfera del tempo.
Alcune piccole parti sono state necessariamente sostituite perché a causa dell'incuria degli uomini erano andate irrimediabilmente perse.
Lo scopo non era di recuperare una testimonianza del passato come cosa inanimata da guardare, ma far diventare questo un luogo vivo, che suscita memorie, nostalgie, e perché no, in alcuni casi, anche rimpianti.
Allora, prima di tutto, una ghiacciaia dalla quale capire una parte dell'economia montanara, poi anche uno spazio museale dove allestire mostre sulla vita quotidiana e le attività della vecchia Lessinia.
Il visitatore può pertanto ammirare l'architettura razionale e funzionale dell'insieme e, scendendo da una scala appositamente aggiunta all'immobile, può entrare nel deposito e raggiungere il fondo della ghiacciaia: collocandosi nell'identica posizione in cui lavorava l'uomo addetto alla sistemazione o al prelievo delle lastre di ghiaccio, comprende la complessità e la fatica del lavoro che in quel luogo veniva svolto.
L'edificio restaurato è a disposizione dei visitatori, i quali, curiosi delle nostre radici culturali, che spesso sono anche le loro, sempre più numerosi frequentano le contrade lessiniche per ritrovare quiete, ristoro, aria buona e stimolanti occasioni di riflessione e di conoscenza.
Per meglio rendere fruibili queste testimonianze a turisti e studenti è stata realizzata una serie di fotografie che illustrano le diverse fasi del taglio, della conservazione fino alla stagione calda, e di trasporto a Verona , del ghiaccio naturale.
È spiegato il lavoro del giassaròl della Lessinia, dalla preparazione della "giassara" alla commercializzazione del prodotto.
Oltre alla mostra permanente, verrà annualmente allestita una mostra sulle attività economiche dei nostri nonni e padri. Prima di tutto l'agricoltura con l'allevamento degli animali; poi la silvicoltura e l’artigianato locale.
Nel suggestivo spazio esterno, nel periodo estivo, verranno organizzate serate o pomeriggi letterari con lettura di prose e poesie di scrittori locali, intervallati da esecuzione di brani musicali.
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